“I Romani posero ogni cura in tre cose che dai Greci furono trascurate, cioè nell’aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo le cloache.” (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia)


LABORATORIO

“Tutte le strade portano a Roma”

 

Abstract
Una fra le più strabilianti testimonianze dell’edilizia dell’Impero romano sono le strade. Non colpisce tanto l’invenzione in sé della strada, quanto l’uso e l’importanza che la rete stradale aveva presso i Romani: la sede del potere e la capitale dovevano ricevere continue e rapide informazioni sulle varie situazioni di ognuno dei quattro angoli dell’Impero. 80.000 km (questa imponente rete è maggiore di quella attuale degli USA) collegavano fra loro tutti i centri urbani: dalle grandi città ai minuscoli paesini di periferia. Fino al Settecento, la civiltà europea non conobbe sistema viario più efficiente di quello romano.

Oggetto del laboratorio
Riflettere sulla rete di strade che ancora oggi collega i vari Paesi europei e chiedersi a quando risalgano le origini di una tale opera. Interrogare le fonti per collegare le strade di oggi alla rete stradale romana. Capire come è stato possibile che si siano conservate: ragionare sul modo con cui i Romani costruivano le strade.

Finalità del laboratorio
Cogliere le stratificazioni storiche della realtà locale, individuando alcune delle dinamiche che hanno determinato il volto attuale del nostro territorio.

Classi coinvolte
Il laboratorio può essere indirizzato sia agli studenti di una classe Prima Media, sia agli studenti di una Seconda Superiore.

Durata: 6-8 ore al massimo di lavoro in classe
Il laboratorio può essere però effettuato anche in 3-4 ore proponendo ai ragazzi solo i punti A, B, C, D, E e concludendo con G.

Prerequisiti
Conoscenza della storia e della geografia europee
Esperienza nell’uso delle fonti storiche

Obiettivi. Acquisire competenze relative a:
-decodificare, analizzare e distinguere diverse tipologie di fonte e di testi;
-ricavare informazioni da ogni tipologia di fonte e di testi;
-individuare elementi comuni e parole chiave;
-procedere per confronto, per analogia e differenza, ricavare modelli e interpretazioni;
-comporre dati e informazioni, attraverso chiavi di lettura, temporali, spaziali, sociali, culturali;
-costruire linee del tempo, riconoscere l’ordine temporale della narrazione;
-acquisire strumenti lessicali e concettuali propri della disciplina storica e utilizzarli in maniera corretta.

Metodologia e articolazione dell’attività
L’attività di laboratorio si può volgere in una classe oppure in altro ambiente attrezzato (necessaria una Lim con connessione internet), è strutturata in gruppi di lavoro e prevede le seguenti operazioni:
1. selezionare da un archivio simulato costruito ad hoc alcuni documenti sulla base dei temi suggeriti;
2. interrogare i documenti a seconda della loro diversa tipologia (critica della fonte, ricerca di indizi, ecc…);
3. elaborare una sintesi delle informazioni raccolte a partire dall’intreccio dei documenti inseriti nel laboratorio;
4. mettere a confronto i risultati di ciascun gruppo di lavoro, sulle diverse informazioni-rappresentazioni che l’analisi delle fonti ha restituito. Lavoro che è da intendersi come preliminare alla produzione di un testo storico (scritto, orale, visivo, ecc…)

 

Breve introduzione frontale dell’insegnante: “Una delle più grandi opere costruite dagli antichi romani fu l’imponente rete di comunicazione che attraversava tutto l’Impero: le strade. I Romani costruirono migliaia di  chilometri di strade lastricate e di strade sterrate. L’immenso complesso realizzato dai Romani rappresenta un’opera di straordinaria ingegneria, che ha portato la civiltà romana a essere all’avanguardia in tutto il mondo allora conosciuto”.

 

LANCIO DELL’ATTIVITA’ (1h di lavoro in classe)

  1. Per coinvolgere la classe si può iniziare con un quiz divertente, da farsi a gruppetti, a coppie o singolarmente (necessario un device con connessione Internet per ogni ragazzo/piccolo gruppo):

https://play.kahoot.it/#/?quizId=ffd3226f-1c71-4bce-8ae2-d5f831f489f9

2. In alternativa, o a seguire, un’altra attività di lancio può consistere nel proiettare il video “Le strade consolari romane” (necessaria una Lim con connessione internet). Il video mostra una ricostruzione dell’epoca romana realizzata da Roma Caput Tour, a scopo di suggestione. Mentre i ragazzi lo visionano, devono cercare di rispondere alle seguenti domande, cui seguirà breve lavoro di confronto:

  1. Qual era lo scopo della via Salaria e perché per i Romani è stato importante conquistarla?
  2. A quale via diede il nome il censore Appio Claudio e quale caratteristica delle strade romane dobbiamo a questo personaggio?
  3. La via Aurelia quali zone collegava?
  4. La via Tiburtina con quale scopo nacque? Quali paesaggi attraversa?
  5. Con il passare del tempo, con la caduta dell’Impero Romano, che uso è stato fatto delle strade romane consolari?
  6. Quante erano le vie consolari e quale detto popolare esse ricordano ancora oggi?

 

A. IL MIGLIO d’ORO (1h di lavoro in classe)

Fate osservare la fotografia e chiedete ai ragazzi di rispondere:

  • di che materiale è fatto l’oggetto rappresentato nella fotografia?
  • cosa si legge nell’incisione?

Focus dell’insegnante: Il Miliarum, o cippo miliare, era un cilindro massiccio in pietra alto più di due metri e del peso di più di due tonnellate, che indicava la distanza fra il punto in cui si trovava e il punto di partenza e di arrivo della quale lungo la quale era disposto, a 1000 passi dal cippo precedente e successivo (1481,5 metri, ossia un miglio romano), i nomi e i titoli dell’imperatore sotto il quale era stata costruita e la data del suo completamento.

Un cippo trovato in un certo luogo è la prova che la strada passava di lì, anche se essa oggi è scomparsa. Migliaia di miliari sono stati purtroppo rimossi per essere usati nella costruzione di case, chiese e fondamenta di edifici.

Questo Miliarum è però un po’ speciale…milliariumaureum

Osserva in queste fotografie dove l’oggetto è ubicato: riconosci il luogo?

Focus dell’insegnante:  Si tratta del Foro dell’antica Roma e l’oggetto rappresentato in fotografia è il monumento chiamato Miliarum Aureum o Miglio d’Oro, eretto da Augusto quando, nel 20 a.C., divenne responsabile delle strade (curatum viarum): esso era costituito da una grande colonna su cui erano scritte a caratteri d’oro le distanze tra Roma e le province dell’Impero, calcolate in miglia.

All’epoca di Augusto 19 strade lastricate conducevano in ognuna delle province dell’Impero, correndo ininterrottamente fino al Reno e al Danubio, arrivavano alle terre degli Sciti sulle Rive del Mar Nero, all’Eufrate, in Africa, in Arabia e perfino in India. Sul territorio dell’Impero sono state localizzate più di 6000 cippi miliari, oltre 2300 in Africa, 600 in Italia, 600 fra Gallia e Germania, 100 nei Balcani, 95 in Gran Bretagna.

 

Fori_imperiali

Il Foro Romano: da sinistra il Tempio di Vespasiano, l’arco di Settimio Severo e il Tempio di Saturno. Più a destra lo spiazzo della Basilica Giulia davanti alle tre colonne del Tempio dei Dioscuri e il colle Palatino. By Zuffe (Own work) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

 

 

B. LE STRADE ROMANE IN EUROPA E I CONFINI DELL’IMPERO ROMANO

 

  • Osserva questa mappa: ti ricorda un certo tipo di mappa che viene usato nelle grandi città? Di solito, quale mezzo si usa rappresentare con questo tipo di grafica? (La mappa è stata presa da: http://edge.alluremedia.com.au/m/g/2017/06/romeroads_large.png).
  • Dividetevi in gruppetti o in coppie. Create una tabella con 5 righe e 4 colonne. Nelle righe: mettete i titoli dei campi come da esempio.
  • Poi scegliete 5 strade romane, evidenziatene il nome e riportatelo in tabella (prima colonna). Nella seconda colonna: trascrivete la città di partenza; nella terza colonna: trascrivete la città di arrivo.
  • E’ anche possibile scaricare la tabella in formato Excell e fornirla agli alunni già stampata cliccando qui: Tabella_strade.

Tabella_strade

Focus dell’insegnante: la creazione delle strade fu inizialmente spontanea, e presero normalmente il nome dalla città alle quali conducevano (via Ardeatina verso Ardea), mentre altre avevano i nomi delle funzioni alle quali servivano (via Salaria) o delle popolazioni che arrivavano a raggiungere (via Latina). A partire dal IV secolo a.C. venne avviata la costruzione di nuove strade, dirette verso regioni lontane e aventi funzioni di tipo principalmente militare, alle quali venne dato il nome dei magistrati che le avevano realizzate, principalmente Censore e console: ne è un esempio la Via Appia, iniziata nel 312 a.C. da Appio Claudio Cieco per aprire la strada verso la Magna Grecia.

 

  • Ora osservate le due carte sottostanti. Nella quarta colonna della tabella riportate il nome/i nomi degli attuali stati europei attraversati dalle 5 strade di epoca romana che avete scritto nelle righe (Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Svizzera, Austria, Germania, Belgio…).
  • Nell’ultima colonna riportante infine il nome/i nomi delle corrispettive province romane.
  • Le strade romane strade collegavano anche Stati di altri continenti? Sì, l’Africa del Nord e il Medio Oriente

 

Roman_Empire_with_provinces_in_210_AD

 

2000px-Europa-it-politica-coloured

 

C. COSA RESTA OGGI

L’insegnante propone ai ragazzi le immagini di strade romane fotografate in alcuni paesi d’Europa:

  1. propone un momento di relax con un gioco di memoria: https://h5p.org/node/93414

2. Invita i ragazzi a localizzare ogni luogo tramite la mappa di Google:

3. Infine, interrogando le varie carte già proposte, l’insegnante chiede ai ragazzi di quali strade romane si trattasse (nome della strada romana).

 

D. LA COSTRUZIONE DELLE STRADE

DOCUMENTO: La Silva 4,3 del poeta latino Stazio celebra la Via Domitiana che l’imperatore Domiziano costruí intorno al 95 d.C. Nei vv. 40-53, Stazio descrive le fasi piú tecniche della sua costruzione. Leggete il documento ai ragazzi e fateli lavorare sul ricercarvi le informazioni più importanti circa il modo di costruire le strade chiedete loro di elencarle in ordine da 1 a 10 (file con il testo e la consegna scaricabile cliccando qui: Stazio_testo).

Hic primus labor incohare sulcos          40
et rescindere limites et alto
egestu penitus cavare terras;
mox haustas aliter replere fossas
et summo gremium parare dorso,
ne nutent sola, ne maligna sedes          45
et pressis dubium cubile saxis;
tunc umbonibus hinc et hinc coactis
et crebris iter alligare gonfis.
o quantae pariter manus laborant!
hi caedunt nemus exuuntque montes,          50
hi ferro scopulos trabesque levant;
illi saxa ligant opusque texunt
cocto pulvere sordidoque tofo (…)
“Tracciare i solchi è qui il primo lavoro
e aprir sentieri e a fondo
il suol scavare vuotandone di terra l’alto strato;
quindi d’altro riempir le vuote fosse
e al sommo dorso apparecchiare il grembo,
chè incerto il suol non sia, né malfidato il fondo,
e dubbio il letto a pietre presse;
allor temp’è di lastricar la via di qua e di là
con le serrate selci fasciandola con i folti cavicchi.
O quante mani insieme a lavorar!
Chi taglia i boschi e chi denuda i monti,
chi leviga col ferro massi e travi;
chi le selci collega e le cementa
con cotta polvere e sordido tufo (…)
Stazio, Selve, libro IV, 3 v. 40 e seg.

Infine correggete coi ragazzi la serie di informazioni ricavabili dal testo:

  1. il lavoro cominciava col tracciare (due) solchi che stabilivano la larghezza della via
  2. poi si scavava la terra entro questi due limiti fino a trovare un suolo stabile
  3. quindi lo scavo si riempiva di varie materie
  4. tale operazione si faceva per impedire che la terra cedesse e perché il letto divenisse consistente
  5. poi si fiancheggiava coi margini (umbones) collegati con frequenti pietre dette gonfis
  6. per fare questi preparativi servivano molti lavoranti
  7. si tagliavano i boschi per avere il legname
  8. si scavano i monti per prendere le pietre; le vie venivano lastricate con pietre di qualità di lava basaltica detta selce
  9. sia i massi sia le travi vengono levigati
  10. infine si collegavano i massi e si componeva l’opera con polvere cotta e tufo.

Ora confrontate quanto avete appena letto con questa immagine, scolpita a bassorilievo sulla colonna traiana (tratta da Conrad Cichorius, platee LXVII):

colonna_traiana

Conrad_Cichorius,_Die_Reliefs_der_Traianssäule,_Tafel_LXVII

  • Come sono vestiti gli uomini rappresentati nella scena? Chi sono?
    Sono legionari
  • Che cosa rappresenta la scena secondo te?
    Numerosi legionari stanno abbattendo alberi, scavando e spostando la terra, costruendo strade, ponti (in basso, sulla sinistra) e fortificazioni (in alto) per l’imminente avanzata romana in territorio nemico.
  • Chi costruiva quindi le strade romane?
    I legionari.

Focus dell’insegnante: L’ingegnere romano che costruiva edifici pubblici, ponti o strade aveva il titolo di architectus. Egli era aiutato da un agrimensore e da un livellatore. Ma era il soldato romano a sostenere la pesante fatica delle costruzioni stradali. Oltre alle armi vere e proprie, i soldati romani dovevano portarsi dietro la loro razione di grano, i recipienti per cucinare, una tazza, un paniere, una sega, un’accetta, una falce, una vanga e un piccone.

E. LA TECNICA PER COSTRUIRE LE STRADE

L’insegnante farà osservare queste immagini agli alunni e chiederà di descriverle una dopo l’altra, scrivendo brevi didascalie. Possono iniziare seguendo questo esempio:

1. “Dopo un sopralluogo dell’architetto, che stabiliva dove doveva passare all’incirca la strada, era il turno degli agrimensori, che individuavano il punto preciso per la costruzione. Essi usavano dei pali e uno strumento chiamato groma, per tracciare angoli retti. I gromatici piazzavano i pali e stabilivano una linea, chiamata rigor. L’architetto cercava di mantenere il tracciato dritto spostando i pali. Poi con la groma si tracciava una griglia sul piano stradale.”

Chiedete agli alunni di provare a inserire in tali didascalie alcune parole in latino con la loro spiegazione, che i ragazzi devono mettere in ordine (sono infatti in disordine) e associare ai giusti numeri di immagine:

  • Rudus, un secondo strato composto da pietre, resti di mattoni, sabbia, mischiati con calce;
  • Summum dorsum o pavimentum, una copertura di lastre levigate generalmente in massi di pietra basaltica di eccezionale durezza e indistruttibile (il basolato che indica appunto la nota pavimentazione romana)
  • Nucleus, un terzo strato con pietrisco e ghiaia
  • Statumen, uno strato più profondo di sassi e argilla

 

F. LA MANUTENZIONE DELLE STRADE

Una delle Dodici Tavole, il primo codice di legge romana, esigeva la manutenzione delle strade. Mostrare agli alunni il testo, leggerlo insieme e far ricavare quante più possibili informazioni. Per esempio:

  • Alcune strade si chiamano viae (plurale di via)
  • Nelle viae è consentito l’accesso ai veicoli e al bestiame
  • Le viae devono essere larghe 8 piedi nei rettilinei e 16 nelle curve
    –> chiedere ai ragazzi di cercare a quanti centimetri corrisponde un piede romano (circa 30 cm) e far loro calcolare in metri la larghezza richiesta per le viae (nei rettilinei: 2,4 metri, in curva 4,8 metri)
  • La legge esige la manutenzione delle viae
  • Le viae potevano essere acciottolate oppure no
TABULA VII

6. VIAE LATITUDO EX LEGE XII TABULARUM IN PORRECTUM OCTO PEDES HABET, IN ANFRACTUM, ID EST UBI FLEXUM EST, SEDECIM.

 

6. La larghezza delle vie (servitù di passaggio con veicoli) è, secondo una legge delle XII tavole, di otto piedi nei tratti rettilinei, di 16 piedi nelle curve.

7. VIAM MUNIUNTO: NI SAM DELAPIDASSINT, QUA VOLET IUMENTO AGITO. 7. Mantengano la strada: se non l’hanno acciottolata, si faccia passare il bestiame dove si vuole.

Focus dell’insegnante: Le XII Tavole sono il più antico codice di diritto romano. Compilato nel 451-450 a.C., raccoglieva per iscritto il diritto romano, sino ad allora conosciuto e trasmesso solo oralmente. Le norme, inscritte su dodici tavolette di bronzo o legno ed esposte nel Foro romano, disciplinavano ogni ambito del diritto e, pur con numerose modifiche, rimasero in vigore per quasi mille anni. Le tavolette furono distrutte dai Galli durante il sacco di Roma nel 390 a.C., ma una parte del loro contenuto ci è pervenuta grazie ai riferimenti e alle citazioni nella letteratura latina successiva.

A questo punto sarà possibile per l’insegnante introdurre una breve pausa di teoria spiegando i differenti nomi che le strade dell’antica Roma prendevano a seconda delle loro caratteristiche e raccontare agli alunni che l’accesso era regolato in modo severo:

  • angiportus (sentieri di campagna)
  • iter o itinera al plurale (accesso permesso solo ai pedoni)
  • actus (accesso permesso solo a un carro alla volta e ai pedoni)
  • via (accesso consentito a due veicoli, che potevano incrociarsi e superarsi, ai pedoni e agli animali)

Infine, si spieghi che le vie “consolari” erano concepite in modo da essere sufficientemente adatte per il passaggio dei carri. La larghezza di ogni strada variava tra i 4 e i 6 metri, per permettere l’affiancamento di due mezzi, così che si potessero incrociare due carri e, talvolta, ai lati vi erano dei marciapiedi lastricati.

 

G. CONCLUSIONE

La Tabula Peutingeriana (T.P., chiamato anche carta Peutingeriana) è una copia medievale di una carta stradale romana intorno l’anno 300 d.C.

Il sito web OmnesViae.org offre una ricostruzione della Tabula Peutingeriana con tecniche moderne, rendendo possibile immaginarsi come andare da una città all’altra con le antiche strade romane… Provate a sbizzarrirvi: andate a trovare i vostri nonni lontani, un amico che abita da qualche parte nei Paesi che circondano il Mediterraneo, oppure inserì delle mete che vorreste raggiungere.

https://omnesviae.org/it/

 

FINE


Bibliografia

  • Guida alle antiche strade romane, Guide archeologiche De Agostini, Istituto geografico DeAgostini, 1994
  • T. Ashby, La campagna romana nell’età classica, Longanesi, 1970
  • Mostra della romanità. Civiltà romana: Le strade, di Michelagelo Cagiano de Azevedo, , Casa editrice Carlo Colombo, Tipografia della Camera dei Fasci e delle corporazioni, 1939
  • V.W. von Hagen, Roma nel mondo. Le grandi strade, fotografie di Adolfo Tomeucci, Edizioni del Mondo, Carlo Bestetti- Edizioni d’Arte, Roma, 1969
  • P. Basso, Strade romane: storia e archeologia, Carrocci, 2007
  • Viae publicae romanae, Roma, Castel Sant’Angelo 11-25 aprile 1991, Leonardo-De Luca Editori,1991
  • Vie romane tra Italia centrale e pianura padana, Aedes Muratoriana, 1988